Suono distrattamente una musica sospesa.
E' l'attesa di qualcosa che non tarda
a prender presa.
E' l'attesa di affanni e passi incerti.
E' l'attesa di inadeguati sguardi e
collirio per occhi rossi.
Canto distrattamente una melodia sorda.
Stonando e ricomincando e quindi ancora
riprovando.
Temo la paura, quel brivido freddo
che fa sudare.
Temo la paura, quando la voce trema e la
corsa si arresta.
Un sospiro profondo prima di riprendere
il canto..
Ieri sera.. io c'ero...
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Neil Young Teatro degli Arcimboldi di Milano..
... respira ...
-Old man take a look at my life
I'm a lot like you
I need someone to love me
the whole day through
Ah, one look in my eyes
and you can tell that's true. -
Oggi ci ha fatto visita il nuovo capo.. Un omino gracile e magrolino, nervosissimo e bianco come un cadavere... Impeccabilmente vestito, eccellente taglio del vestito, cravatta rosa, nodo largo, capello semi lungo, leggermente ondulato, sul biondo brizzolato..
Mi bastava questo per capire il tipo, ma... ha voluto esagerare.. E allora,..
Questo il discorso che ci ha fatto...
Io vengo dalla gavetta..
Io lavoro duro.
Io non accetto sconfitte.
Io non voglio NO come risposta:
Io mi sono fatto da solo.
Io non ho puara delle sfide.
Io sono un vincente.
Oggi si lavora su noi stessi (un massaggio sarebbe gradito a dirla tutta..).
S’impara, si cresce, si apprezza... noi non siamo semplici colleghi (l'uomo è un animale portato alla positività... qualche speranza). Noi non siamo un semplice "gruppo" (poche speranze)... noi.. noi siamo una famiglia (positività fino a prova contraria........ nessuna speranza).
E in una famiglia ci si aiuta, ci si da sempre una mano... ci si apprezza e ci si consiglia..
Naturalmente i genitori, che nella nostra particolare famiglia, sono i CAPI, sono severi ma giusti. Pronti a premiare e valorizzare, pronti a investire nel futuro e nella crescita professionale dei propri figli, ma anche pronti, ahimè (ha proprio detto AHIME' .. davvero!!) a punire....
La nostra punizione non può certo essere fisica (.. e meno male) quindi dobbiamo toccare la molla che spinge il mondo: il denaro (che povertà d'animo).. dobbiamo colpire la carriera, dobbiamo colpire l'orgoglio (.. forse era meglio la punizione fisica!).
Io vi farò da padre in questo cammino aziendale (.. vi prego.. trattenetemi.. sto per commettere il classico omicidio familiare), potrete guardare me come guida ed esempio (che magnanimità), ed io guarderò voi per capirvi e apprezzarvi..
Ma, cari AMICI, non vi chiamo "figli" perché sarebbe ridicolo (un raggio di sole??) oggi lavoriamo su noi stessi.. Cresciamo. Come? (e qui il genio si dimostra nella sua grandezza) Con questi incontri, brevi ma intensi, in cui ogni mattina vi ricorderò chi siamo, dove andiamo, qual è la nostra mission...
Grazie, e buon lavoro...
Bhe... perchè replicare?