Sono sempre stata una giocatrice kamikaze, ironica e masochista.
Dichiaro il gioco prima di cominciare, denuncio le mie carte e le mie mancanze lasciando agli altri la scelta di bluffare, la scelta di giocare, la scelta di lasciare il tavolo, la scelta di vincere affondando... E molti sono quelli che scappano..
Stranamente questo mio dichiarare, impaurisce, destabilizza, graffia e ferisce.
E sia, dunque, scappa via!
Sono una giocatrice al contrario, infedele alle regole del gioco. Asaggio e accetto il mio essere straniera, le annunciate sconfitte dei miei vaneggianti pensieri.
Sono sempre stata una giocatrice sincera.
Non amo vincere in altro modo.
La parola è forse l'unica verità, una volta detta crea legami, una volta detta apre le porte.. La scelta è tua, giocatore distratto che mi siedi di fronte, e adesso ti vedo che abbassi lo sguardo, ti vedo imbarazzato che ti guardi attorno.
Una manciata di sabbia fra le mie dita, ecco ciò che sei, e io apro la mia mano per vederti scivolar via..
E sia dunque, scappa via!!
E sia dunque, torna sabbia nel deserto cui ti ho destinato!!
Ma tu non fuggi, tu decidi di giocare..
Perdendo il momento e il cammino
il passo incerto a tastare il terreno.
Il sangue si raggela.
corre lo sguardo a cercare il noto,
Il fiume rallenta,
Il mare si placa,
Il vulcano tace,
La tempesta sfuma.
E non esiste cielo con i suoi
colori per colmare la tavolozza
della tua assenza..
Cielo piombo e metallo fuso.
Piove
argento e lacrime
sentimenti d’inganni.
Pozzanghere di solitarie verità
e le viuzze s’infognano
in pensieri peripatetici
in notti orgiastiche
in sconfitti sguardi.
Non sei mai sola
sguardi t’indagano
occhi ti schiaffeggiano
suoni t’ingannano
e braccia spente d’amori falliti!
C'è una strada nella mia strada,
che tu non conosci,
Un mare acceso,
un cielo tiepido e un
sole caparbio.
C'è una storia nella mia storia,
una voce distorta,
parole mai dette di
frasi mai scritte.
Una vita e una morte,
un destino.. forse amore.
C'è un cuore, nel mio cuore,
che batte con un ritmo diverso..
Se taci in silenzio
puoi sentirle il suono.
A volte sobbalzo mi sento chiamare
con occhi non visti ti vengo
a cercare.
A volte mi perdo mi sento mancare
con un cuore silezio riesco ad
amare.
Occhi pieni di mare appaiono selvaggi
Giove piomba sulla calca
e tristezza sosta, in parola e viuzze.