Quando quella mattina lei aprì gli occhi una brezza sottile di profumo indefinito stava leggermente muovendo le lenzuola cullate sul suo corpo.
La mente libera da pesi, occhi accesi appena su una penombra carezzevole un silenzio rotto da sbriciolati rumori di fondo... L'atmosfera tradiva lentezza, tradiva infinitesimi attimi di attesa, ma nessun ritardo in parole che stordivano lunghe assenze.
Lei si mosse appena, accenno una reazione mentre la mente si dibatteva ancora in una dolcissima ragnatela di pensieri, sogni e risveglio, si mosse piano, lenta, delicata, sottile per non increspare il pallido e fragile sentire. Il pavimento sotto i suoi piedi era freddo e lei si svegliò, sentì esattamente il passaggio netto e quasi brusco dal sonno alla veglia, come quando tiri via un cerotto e non lo fai con calma ma di colpo e di sorpresa..
Eppure quel risveglio non sembrò dispiacerle..
Era tardi, ma il normale avvicendarsi degli umani e reali avvenimenti non la toccavano minimamente. Era altrove anche se presente, da tanto, troppo tempo non era stata tanto presente in se stessa e in ciò che la circondava come quella mattina di seta e avorio, d'acciaio e fuoco. E contò gli istanti che aveva perso di se stessa, negando se stessa, barattando se stessa... e le parvero troppi, e le sembrò di aver pagato per i suoi errori, di aver riconosciuto, vissuto, e scontato tutti i suoi sbagli e si sentì di perdonarsi...
Dire "ieri", per me, oggi ha un non so chè di eroico...
come quando si compie qualche gesto particolarmente forte, o coraggioso, o nobile ma il valore, il peso di quel gesto non lo si riesce a misurare, a vedere, nel momento in cui si compie ma solo a posteriori..
E quindi guardando indietro, quel "ieri" assume oggi un valore che va al di là di una semplice visione da osservatore disattento.
E improvvisa, inattesa,
fortuita, l'allegria.
Da sola, perché volle, é venuta. [...]
Così dono a sorpresa,
che non posso credere che sia per me.
Mi guardo intorno, cerco.
Di chi sarà? [...]
Ma non importa, ormai.
Sta con me, mi trascina.
Mi sradica dal dubbio.
Sorride, possibile.
Salinas
Perdendo il momento e il cammino
il passo incerto a tastare il terreno.
Il sangue si raggela.
corre lo sguardo a cercare il noto,
Il fiume rallenta,
Il mare si placa,
Il vulcano tace,
La tempesta sfuma.
E non esiste cielo con i suoi
colori per colmare la tavolozza
della tua assenza..