Sono le abitudini quotidiane quelle che differenziano una vita da un altra, un periodo dal precedente. E' la fiducia che lentamente concedi e che con un nulla sfila via, si disperde e diventa sempre più difficile ricostituire... Il sole caldo di un estate agitata. Lacrime versate su terre lontane, straniere, e portate indietro come pegno di pene. E poi lentamente rimettere insieme i pezzi ancora una volta, lentamente con coraggio, forse, forse con dolore.. Non so decifrare il dolore, non il mio almeno, ma penso che lo fosse: dolore. Strade assolate di vuoto, voci soffuse di sottofondo e per me silenzio. Lacrime di solitudine che nessuno ha raccolto, lunghe serate ad incontrare le stelle su sentieri già tracciati mentre tutto intorno taceva e avrei voluto un tuo lento abbraccio che non è mai arrivato! Avrei voluto chiedertelo ma hai tradito il mio sentimento con il tuo, e ferita, non ti ho mostrato le mie ferite non mi hai mai vista, semplicemente non hai voluto più vedermi...
Sbagliai ancora quando le serate si allungarono e il sole man mano perse la sua potenza, e la solitudine vinse sulla mente e io lo richiamai per poi ferirlo di nuovo. Mi dispiace per i miei errori, non amo far del male, non è nella mia natura... Eppure l'ho fatto, e ancora una volta quando ho detto "basta", ancora una volta... Non amo far del male, ma fu per te che ferii lui... Fu per colpa mia che concessi a te la forza di farmi del male, e fu per colpa mia che concessi a quel dolore di vincere su di me.. Fu per colpa mia che feci del male a lui...
Non amo far del male, ma fu per te che ferii lui... Ma fu colpa mia!
Non so perchè, quando sei tornato dal tuo viaggio dentro casa tua, non ho girato lo sguardo da te volgendolo altrove. I miei pensieri erano neri, come negati i miei sentimenti, paura, orgoglio... Graffi profondi che non cancellerai!! Ma decisi di parlare alla mia anima chiedendole la direzione, e lasciai andare la mia rabbia, non concessi spazio al passato.. E fu a lui che dissi "addio"...
Ti dissi "Allora, addio!!". Senza rabbia, senza orgoglio... Non si curano alcune ferite del cuore, ma le cicatrici possono non far più male.
Oggi è caldo il sole,
alto, prepotente, intrigante.
Non ammette repliche,
oggi vince..
Pensare fa male...
Immaginare inganna..
Le fantasie confondono..
E la vita va avanti.
Passo molto tempo del mio tempo
a fantasticare su cosa potrebbe accadere
dopo...
Dopo?
si.. dopo...
Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Scrivere, ad esempio : La notte è stellata,
e tremolano, azzurri, gli astri in lontananza.
Il vento della notte gira nel cielo e canta.
Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Io l'amai , e a volte anche lei mi amò .
Nelle notti come questa la tenni tra le mie braccia.
La baciai tante volte sotto il cielo infinito.
Lei mi amò, a volte anch'io l'amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.
Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Pensare che non l'ho. Sentire che l'ho perduta.
Udire la notte immensa, più immensa senza lei.
E il verso cade sull'anima come sull'erba in rugiada.
Che importa che il mio amore non potesse conservarla.
La notte è stellata e lei non è con me.
E' tutto. In lontananza qualcuno canta. In lontananza.
La mia anima non si rassegna ad averla perduta.
Come per avvicinarla il mio sguardo la cerca.
Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.
La stessa notte che fa biancheggiare gli stessi alberi.
Noi quelli di allora, più non siamo gli stessi.
Più non l'amo, è certo, ma quanto l'amai.
La mia voce cercava il vento per toccare il suo udito.
D'altro. Sarà d'altro. Come prima dei suoi baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro . I suoi occhi infiniti.
Più non l'amo, è certo, ma forse l'amo .
E' così breve l'amore, ed è sì lungo l'oblio.
Perché in notti come questa la tenni tra le mie braccia,
la mia anima non si rassegna ad averla perduta.
Benché questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa
e questi siano gli ultimi versi che io le scrivo.
(Neruda)
Cerco, certo..
Tutta una vita a cercare.
Ad interrogarsi per capire. E ogni volta tornare a mani vuote mentendosi
recitando che ci si conosce di più, meglio, più a fondo perchè ci si è interrogati
e non capiti.. Ma ci si è interrogati...
Cerco, certo..
E continuo a farlo, fuori e dentro. Mi convinco che, se c'è qualcosa che
davvero val la pena trovare, questo qualcosa è dentro di noi..
E quindi continuo a cercare. Trovo di tutto, eppure nulla che faccia chiarezza,
il continuo scavare ha, se possibile, generato solo altri interrogativi
senza sciogliere i nodi iniziali. Caos nel caos...
Cerco, certo..
Ma ho dimenticato cosa!
quante volte un malvagio specchio
ma mentito la mia figura,
ha contorto il mio sorriso e
ammutolito il mio sguardo.
Quante volte ho creduto di vedere
non distinguendo ombre, il tuo volto.
Specchio, specchio delle mie brame...
smetti di creare illusioni ai miei
occhi...
Specchio, specchio delle mie brame...
ti ho distrutto per non dover ancora
guardare attraverso te in me..
Specchio, specchio delle mie brame...
Specchio, specchio delle mie brame...
Specchio, specchio delle mie brame...
Ero abituata all'oscura sensazione di vuoto, al nulla ormai terapeutico e familiare che avvolgeva ogni mio sguardo. Avere davanti un muro che limitasse il mio guardare e accorciasse il mio orizzonte, stranamente mi creava un alibi, una scusa per non guardare oltre. I miei insistenti, ripetuti tentativi di abbattere quel muro mi mettevano in pace con la coscienza -ho tentato, non ci sono riuscita, non è colpa mia!- Tutto per una calma più o meno apparente, limitata e precaria come un funambolo in equilibrio...
E' successo all'improvviso di svegliarmi e di non vedere più quel muro. Di guardare un mondo aperto, di scoprire al dì la del vecchio ostacolo un'universo intero ancora inesplorato. Ho temuto di aver paura, ho temuto che la pura potesse impedire i movimenti e la sospirata scoperta.. Ma alla fine mi sono mossa, e lo sto ancora facendo. E il cammino è attraente, e il nuovo mi inebria...
E' una strana sensazione, e non so come sia successo!
Posso amarti.
Scrivendoti i versi più dolci,
morendo sulle tue labbra,
sussurrando il tuo nome nelle notti.
Posso amarti.
Donandoti i sogni più caldi,
sospirando sul tuo corpo,
gridando il tuo nome nelle notti.
Posso amarti.
Anche in silenzio,
nello sguardo di un istante
senza mente quando tace.
Anche in silenzio,
nel soffocare in un momento
senza cuore perchè è già tuo..
Voglia di scappare
di non essere più
e andare.
Voglia di ignorare
di non sapere più
e parlare.
Come una piuma libera
adagiata su un soffio
di vento curioso.
Voglia di non pensare
per un attimo sparire!
Era ancora scuro il cielo quando aprii gli occhi. Mi aspettava l'ufficio prima del solito quella mattina. Era una mattina uggiosa, lenta nello svegliarsi, incerta sul vestito da mettersi alternava nuvole a spiragli di sereno. Non avevo tempo per star dietro ai capricci di quell'alba instabile. Quando entrai in cucina i gesti familiari, testati, quella sensazione di normalità mi calmarono, e dire che non avevo capito di essere agitata. Preparai il caffè meccanicamente, mentre pensavo che ormai da tempo non mi sentivo serena, la mia felicità era relegata ad una sensazione di normale appagamento, quasi ferma rassegnazione.
Ero sicura di volermi accontentare? No, a dire il vero ero esattamente sicura del contrario.
E come avrei potuto perdomarmi di aver soffocato me stessa per una calma apparente??
Uscii di casa con largo anticipo, ma non stavo uscendo di casa... semplicemente mi lasciavo trascinare per strade già tracciate, mentre la mia mente era intenta a rincorrere pensieri alti, eppure malvagi nella loro crudezza. Non potevo continuare a chiudere gli occhi, stamparmi in faccia un sorriso che non rispecchiava il mio cuore e fingere che ogni cosa era come doveva essere...
Era come doveva essere? No, a dire il vero ero esattamente sicura del contrario.
Non sono sicura se fu esattamente quello il giorno in cui compresi di dover cambiare strada. A volte si attribuisce un significato eccessivo ad un momento solo perchè proprio in quel preciso momento si è arrivati ad una chiarezza mentale che prima rincorrevamo senza neanche sapere di farlo.. Forse si ricorda il traguardo. Quello che so, quello che ricordo, di cui ero certa era che la consapevolezza di non amare chi avrebbe voluto essere amato avrebbe segnato una nuova direzione. E io la presi..
Ti dissi "Allora, addio!!". Senza rabbia, senza orgoglio... Non si curano alcune ferite del cuore, ma le cicatrici possono non far più male.