il tepore di un soffio di vento
capelli mossi in disordinato assenso
il sospiro di un raggio di sole
pelle tiepida assetata d'amore.
Dei tuoi baci su labbra ardenti,
Delle mie mani sui nudi centimenti
di pelle.
Del sudore su corpi uniti
Di ogni sospiro per tacere.
Non parlare, non adesso
lascia che creda al mio sentimento.
Lacia che sia vero per un istante,
per un momento,
per un infinitesimo bagliore di tempo
l'amore che sento!
Ops, scusa.. Ho aperto la finestra a muro nel bel mezzo di un uraagano.. Come dici? Eri intenta a ritagliare e rimettere a posto gli stralci sgualciti delle tua vita? Come dici? Erano pezzettini infinitesimali di carta velina? Come dici? Avevi impiegato anni e anni perm rimettere insieme i pezzi?
Ohhh...
Che peccato.. Alcuni li ho visti volar fuori dalla finestra e disperdersi nel vento, altri sono li a terra inzuppati di pioggio ormai inutilizzabili, una pappina informe, altri invece continuano a volteggiare per la stanza...
oooohhhh...
Che peccato davvero... Adesso devi ricominciare da zero, ma in alcune parti il tuo mosaico resterà vuoto. Tanto non se ne accorgerà nessuno, maschererai il tutto con colori accesi, contorni sgargianti, panorami inventati..
Andrà bene..
andrà bene così!!!
E' una curiosa creatura il passato
Ed a guardarlo in viso
Si può approdare all'estasi
O alla disperazione.
Se qualcuno l'incontra disarmato,
Presto, gli grido, fuggi!
Quelle sue munizioni arrugginite
Possono ancora uccidere!
-Emily Dickinson
Non posso raccontare il sienzio che cela paura,
un sussurro di note penetrano attraversano le
lacrime come una freccia di fuoco con ardente
stridore si conficca indelebile nella parte
più intima dei miei nascosti pensieri..
Di una mente che mente per il terrore di
tremare.
Di uno sguardo che nega per non ammettere di
ignorare.
Non posso delineari i perimetri del mio
guardare, come una mano carezza un volto e lo
sente amico e noto sotto le dita che baciano
e parlano, non esistono perimetri che un suono
di un grido di aiuto possa raggiungere e
infine farsi udire.
Un grido che non parla perchè non ha voce da
poter spendere.
Un grido che non piange perchè non ha lacrime da
poter versare.
Non posso aprire gli occhi e credere che andrà tutto
bene.
Pensieri coniugati al passato
Passato che non è mai stato presente
serra gli occhi su un futuro che non
arriverà mai!!
Voci lontane nell'eco del silenzio
Rochi suoni inanimati di stridenti
nenie.
E nel volto un assenza nuova e un
non ultimato addio.
E nello sguardo un'indiffernza antica
e una non conosciuta distanza.
Pensieri coniugati al passato
Passato mentito e distrutto,
ricreato e dimenticato,
sconfitto e presente...
Non rinnego, ma non ricordo..
Non voglio più ricordare.
Voglio fermare la mia corsa
e riprendere fiato... attendere
che il futuro diventi presente
e il presente confonda il
passato...
Nostalgia del passato e del futuro insieme...
perversione senza definizione
delizia senza piacere
la sofferenza della dolcezza.
Ossessione del tempo
Ossessione del ricordo.
Nel passato la perdita.
Nel futuro l'inconsistenza.
Nel passato la malinconia.
Nel futuro l'inconsapevolezza.
Ed io posso solo muovermi in
nuove scelte ma non poso
cambiare me stessa....
tu che hai sempre atteso e che hai sempre saputo
ogni cosa...
tu che da sempre preferisci il rimprovero di
rumorosi silenzi alle lampanti lacrime di un
sincero pianto.
tu che non vai via, che resti al mio fianco e mi
lasci libera di essere felice all'interno
del mio loculo di obbligata allegria.
tu che come sempre ascolti distratto e offeso
i graffianti lamenti di un'anima disperata
condannandola con la tua sentenza ad un
conforto che non verrà.
tu che mi proponi pietà che si traduce in
obbedienza...
tu che mi proponi ricompense che suonano
come ricatti...
ma io non voglio pietà
ma io non ambisco ricompense...
Io voglio vivere impietosamente e
guadagnare il mio sorriso con i miei
occhi, il mio cuore, i miei tempi, la mia
anima intatta..
Il mio paradiso nello sguardo che
gettto attorno a me...
Era chiara la notte quanto ho lasciato il mio letto. Chiara ed argentea, colma di riflessi, carica di attese, eppure io non lo notai, non subito almeno.
Una tosse secca e fastidiosa mi aveva costretta ad alzarmi, camminando al buio nella stanza conosciuta accompagnata da un piccolo accenno di malinconia e noia e un soffuso senso di dispiacere carico di timore, inciampavo distratta in ostacoli che avevo seminato la sera prima e dimenticato.. Ma non lo notai, non subito almento.
Pensavo a quando avrei dovuto affrontare un nuovo trasloco. Non ho dovuto sforzarmi troppo, quante volte ho lasciato un appartamento per un altro?? almento una ventina, e nessuna casa per me.. solo valige, bauli e qualche ricordo. E poi lo sforzo di ricondurre le nuove pareti, il nuovo pavimento, il nuovo soffitto in una situazione di familiarità e di sicurezza. E' uno sforzo che ho affrontato molte volte e che adesso comincia a pesare.. Diventa difficile ricreare ogni volta un piccolo nido in cui riesca a scorgere e scoprire un pò di me.. Ho l'impressione che ogni volta una piccola percezione di me resti indietro e ho paura di diventare prima o poi un ospite in una stanza di albergo. Volto estreneo di cui nessuno si interessa di cui si dimenticherano i lineamenti dopo che avrò voltato le spalle..
Ho cercato di svincolarmi da questo pensiero, ma è stato più agile lui a non mollare la presa che io a scappare... Quanti nuovi "pezzi" di me in questo trasloco che non c'erano nel vecchio? E quanti invece quelli persi e ormai incastonati quì? Mi concentro sulle piccole cose, piccole scatole dipinte da me, piccole idee da poter fare e conservare che ricordino un pò di me in un dato momento, piccole foto da trasportare, piccoli pensieri da trascrivere. Ogni cosa, basta che possa essete trasferita da un posto all'altro. Piccoli mondi che riescano a stare in una mano, in una valigia, in un baule. Niente di particolarmente delicato, niente di fragile.. E mi affeziono quindi alle minuscole crepe nel muro, ad una macchia sul pavimento che non andrà mai via, a quella lampadina fulminata che non riesco a cambiare... e sono legata a difetti e imprecisioni a situazioni di vissuto, del mio vissuto... Una testimonianza, un passaggio, un odore che sia il mio...
Ma non lo notai, non subito almeno...
un leggero strappo,
percettibile smaliatura
nella trama del mio arazzo...
non si nota ad occhio nudo
quel piccolo squarcio, ma il
mio sguardo ritorna sempre
a cercarlo.
non riesco a smettere di fissare
la piccola imperfezione e perdo
l'insieme nella sua bellezza...
bisbigliando svelo un segreto.
non c'è verità nel mio orgoglio,
la mia sicurezza cela paura,
il mio distacco imbarazzo,
il mio silenzio forse .... amore!
stridenti le mie parole
Imparerò a nascondere e negare
anche bisbigliando...