parole In Corso

Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d'offendere, un cuore eccessivamente spontaneo che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale che accompagna col piede la melodia delle canzoni che il mio pensiero canta, tristi canzoni, come le strade strette quando piove...
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Utente: dipcadeave
Nome: Carmen
un ombra in uno specchio, credi di guardare me ma vedi solo te stesso...

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lunedì, 30 gennaio 2006

portatori sani...

l'amore conta..
ma inganna.
ti svegli che è già finito
e prometti che non finirà..
lo aspetti, ci credi lo
esalti e lo carezzi..
immagini di vederlo in luogni
e sguardi privi invece
di ogni sentimento..
l'amore conta...
ma ferisce,
l'amore conta...
ma finisce,
l'amore conta...
ma passa
e non si trasmette
come una malattia..
..
e io rincorro
portatori sani d'amore...
...
postato da: dipcadeave alle ore 11:38 | link | commenti (2)
categorie: graffio

peggio

D'un tratto uno squarcio.
L'insofferenza, sottile velo di malinconia, forse tristezza aggiunta a tristezza, e disagio e forse anche instabilità, o anche noia e quella strisciante sensazione di ineluttabilità e l'amaro della rassegnazione..
Ho chiuso la porta, la fronte ancora poggiata a lei.. ascolo i rumori dall'altro lato, rumori che si allontanano... una sensazione di solitudine e di tristezza e nello stesso tempo quel macabro sollievo che viene dalla consapevolezza di poter manifestare apertamente il proprio dolore o forse solo semplice disagio..
Forse nulla..
Forse sono solo viziata.
E mentre mi muovo in casa senza sentirla mia, progetto di andare via.. forse ho esaurito il mio tempo quì... forse è arrivato il momento di tirare giù le valige dal tetto dell'armadio e di caricarche ancora di una volta di sogni e di magliette e ricominciare, o cominciare, o finire o solo cambiare..
Forse è scappare.. forse è il rifiuto di non voler accettare situazione che non posso cambiare.. o forse è la difficoltà di affrontare i giorni che seguono ai giorni... Eppure il restare vuol dire uccidere qualche cosa dentro di me, o anche solo far finta di non sentire nulla..
Il non riuscire a fidarmi? forse..
o il provarci ancora? come se l'andare via servisse..
ma tanto, peggio non potrebbe andare..

postato da: dipcadeave alle ore 10:45 | link | commenti (1)
categorie: graffio
giovedì, 26 gennaio 2006

.. un altra mattina arida di colori quella di oggi... Non posso dire di essermi svegliata presto, non prima del solito comunque, eppure già stanca.. mi sono concessa un "tot" di tempo a letto, sotto le coperte fin troppo calde, cose che non dovrebbero mai essere concesse ad una mente nera come quella che mi sono costruita nel tempo. E mentre i ricordi intrecciavano trame con scenari possibili ed impossibili futuri, mentre immaginavo (o ricordavo) rumori di là in cucina di qualcuno intento a preparare la colazione, e mentre Parallel universe dei RedHotChilliPeppers mi consigliava di non restare ferma, di andare finalmente via da quì (SCAPPA SCAPPA....), da tutto questo, ecco un nuovo pensiero... scintillante e attraente, mente nera:
- Ma io ero destinata a questo?? tutto il mio cammino, tutto il mio non restare ferma, tutto il mio andare avanti sempre e comunque, tutto il mio cercare di conoscermi e di guardarmi dentro era per arrivare quì?? per svegliarmi una mattina stanca e sola e restare a letto ancora un pò (come se questa volesse dire essere libera) ad ascoltare musica e fare castelli in aria mentre le lacrime mi solcano il viso senza vergogna di essere viste, perchè non c'è nessuno che possa farlo. Ma io ero destinata a questo?? Dov'era il bivio che mi ha portata quì, e perchè ho scelto questa strada?? non erano esatte le indicazioni?? non devono essere state esatte le indicazioni... Io non ero destinata a questo, ricordo i progetti all'università e non c'era niente di anche solo vicino a tutto questo... ricordo tutti i progetti anche prima dell'università e dopo e durante, no.. non c'era nulla di tutto questo! Dov'è finita la mia danza? i balli, le coreografie, la mia maestra? e la casa che avevo progettato di avere? avevo anche preparato la sua planimetria e i colori tutto. E il mio viaggio che avevo descritto nei minimi particolari ancor prima di farlo? avevo cominciato anche il suo diario "diario di viaggio, dai preparativi al ritorno". E i miei amici, altro che sorelle e fratelli? E io?? IO dove sono andata a finire? E se davvero esistessero degli universi paralleli, dov'è finita l'altra me che ha (furba lei!!) scelto la strada giusta al bivio giusto? Sento di odiarla, spero che gli universi paralleli non esistano, che tutte le mie emanazione siano a casa da sole ad ascoltare un bel cd e pensare a quando finirà la candid camera e qualche conduttore belloccio e con un sorriso innaturale uscirà dall'armadio per annunciare la fine dello scherzo indicando le telecamere nasciosta, e farà rientrare gli amici persi, e i mio tempo, e il mio sorriso, e il mio bivio...  -
- Niente da fare piccola, alzati dal letto e smetti di frignare, non hai più tempo per questo, si è fatto tardi dietro i tuoi stupidi pensieri tristi e psicopatici,  adesso devi darti una mossa -
Da quando mi alzo scatta il pilota automatico.. gesti ripetitivi ormai, non antichi, ma vecchi...  Prima di tutto scegliere il cd che mi accompagna nei preparativi... oggi i red hot hanno stravinto..  Preparare il caffè, preparare me, colazione, vestizione... bho.. automatico, ripetitivo e molto molto poco simpatico... Ma oggi quel ronzio di fondo mi è rimasto negli occhi come un velo di lacrime che nessuno vede << Ma io non ero destinata a questo!!! basta scherzare, rendetemi quello che mi avete tolto!! >>
postato da: dipcadeave alle ore 10:17 | link | commenti (3)
categorie: pensieri in parole
mercoledì, 25 gennaio 2006

continua da se

Ascolto NYC degli Interpol

tutto il resto continua.
fai gracchiare la tua voce e fai striderei
i tuoi passi se vuoi essere udita.
tutto il resto continua
ricaccia il dolore in fondo la
gola, sputane il guasto amaro ma che
nessuno veda il nero dell'anima.
Dipingiti labbra di fragola e sguardo di
metallo, e graffiati solo in quei punti che
non potranno essere notati.
tutto il resto continua...
tutto il resto continua da se
senza bisogno di te....

postato da: dipcadeave alle ore 08:43 | link | commenti (1)
categorie: graffio
lunedì, 23 gennaio 2006

Le donne...
Be'!!
Le donne dimenticano tutto quello che non vogliono ricordare,
e ricordano tutto quello che non vogliono dimenticare.
Il sogno è la verità.
E si comportano di conseguenza.

(Zora Neale Hurston)

postato da: dipcadeave alle ore 09:43 | link | commenti (1)
categorie: citazioni

Dire "ieri", oggi ha un non so chè di eroico... come quando si compie qualche gesto particolarmente forte, o coraggioso, o nobile ma il valore, il peso di quel gesto non lo si riesce a misurare, a vedere, nel momento in cui si compie ma solo a posteriori.. E quindi guardando indietro, quel "ieri" assume oggi un valore che va al di là di una semplice visione da osservatore disattento. E, a consuntivo, nel presente attenuato e dai pensieri consumati e dai ricordi ancora accesi ma senza eccessi, guardo "ieri" e mi congratulo di essere arrivata ad oggi! E non esistono parole, e non ci sono frasi, nessuna spiegazione niente comprensione.. non chiedo, oggi, nulla al mondo attorno a me come niente ho chiesto ieri.. e oggi non divido il mio orgoglio e il mio sorriso come ieri non ho elargito il mio dolore e la mia solitudine.. non chiedo sconti di orgoglio oggi, come non ho chiesto sconti di pena ieri... il mondo intero è rimasto fuori la porta dei miei sguardi e non ho chiesto appoggio, forse l'avrei accettato, certo, forse, perchè no.. ma non c'è stato aiuto e io non l'ho chiesto.. E oggi il mio sorridere ad un inverno che non si placa, ad un cielo grigio e gonfio, ad un atmosfera densa di fuligine.. il sorriso è intatto e non divisibile.. Sono riuscita a sopravvivere a "ieri" e non devo nulla al mondo intero!!
postato da: dipcadeave alle ore 09:30 | link | commenti (1)
categorie: pensieri in parole
lunedì, 16 gennaio 2006

preda

sulle ali di un tramonto
leggo la favola di tempo
che non esiste,
di un arciere e della sua preda...

su un sorriso che sfugge
leggo il
piacere dello sguardo che
scocca inconsapevole, il suo
dardo verso il suo tramonto...

da un inatteso tremore nella voce
leggo il
terrore di non riuscire ad afferrare
il senso e la fuga....
 

postato da: dipcadeave alle ore 11:57 | link | commenti (1)
categorie: graffio
venerdì, 13 gennaio 2006

vendimi l'anima

<< buongiono signorina.. la guardavo da dietro la parete del tempo e l'ho vista un pò disorientata, a tratti persa in questo mondo, forse posso fare qualche cosa per lei. >>
<<ma io la conosco? cos'è lei? una specie di mago? una qualche strana divinità? un profeta? un illusionista? Non ho tempo da perdere.. Devo andare avanti io.. Non posso fermarmi.. devo continuare a trascinarmi per la strada. Devo andare devo andare... E' tardi è tardi...>> Disse lei allontanandosi in fretta come il coniglio bianco di "alice nel paese delle meraviglie".
<<Ma cosa ha da fare di così urgente>> aggiunse lui. << Io la conosco, l'ho osservata a lungo, va sempre di fretta, corre ma in realtà non sa bene dove andare e perchè, va semplicemente avanti.>> insistette <<... mi permetta di fare delle personali considerazioni.. Non sembra che lei si senta a suo agio... sembra che abbia un folle terrore di fermarsi e guardare, notare, accorgersi di dov'è e di dove sta andando. Forse potrei davvero cercare di aitarla>>.
Ma lei non ascoltava già più. Inoltre aveva imparato a ignorare le mani tese che volevano aitarla, molto spesso era capitato che quelle stesse mani si fossero ritratte quando il loro rifiuto faceva più male e lei adesso, semplicemente, non credeva più. Lei voleva allontanarsi e chiudersi in quei lunghi silenzi che la rendevano impenetrabile e incomprensibile e intanto continuava ad andare avanti.. Lui le prese il braccio e la costrinse a fermarsi, a girarsi verso di lui e a guardarlo...
I loro occhi si incontrarono e lei, un pò turbata << perchè vuole aiutarmi? non c'è motivo, ce la faccio da sola! >>... <<Un motivo? non c'è, solo perchè t'ho visto in difficoltà... tutto quì!>> si difese lui... Ma lei era disincantata e da tempo aveva smesso di credere alle favole, sapeva che non esisteva aiuto senza un motivo e soprattutto senza un prezzo che prima o poi le sarebbe stato richiesto di pagare.. il resto erano favole d'altri tempi che i nonni raccontano ai nipoti per far conservare in loro il più a lungo possibile la convinzione e poi la speranza che il mondo sia un bel posto in cui vivere...
Ma volle stare al gioco <<e come avrebbe intenzione di aitarmi?>>... << Me lo dica lei.. io sono il signore del tempo.. >> rispose veloce e orgoglioso l'uomo, gli spuntò un simpatico sorriso sulle labbra e, continuò << le concedo un desiderio.. uno solo... le do la possibilità di giocare per una volta con il tempo.. può decidere di tornare indietro e di modificare un episodio del suo passato... oppure andare avanti e saltare un periodo difficile... ecco... le concedo questo dono.>> . Lei rimase diffidente <<cosa vuole in cambio?>>. Ed ecco il viso di lui tramutarsi, il suo sorriso si dipise si malvagità, il suo sguardo tradiva odio <<La tua anima!>>...
Inaspettatamente lei scoppio a ridere... rideva di gusto, quasi con le lacrime agli occhi mentre l'espressione di lui altalenava dallo stupore al in dispetto al fastidio e qiundi al culmine dell'ira, lui la scosse violentemente e con gli occhi iniettati di piccole e pulsanti venuzze rosse gli gridò di smetterla e di spiegare cosa le capitava... Lei si calmò a poco a poco... se fece serie e con un'espressione infinitamente triste lo guardò dritto in quegl'occhi di ghiaccio e disse <<Vede... mio caro demone.. Non posso accettare perchè una volta espresso il mio desiderio e pagato il mio debito con lei mi troverei esattamente dove sono e come sono adesso.. Quindi, mi perdoni.. ma non ho più tempo da perdere, devo andare. Ho fretta>>. Lui non capita e le pregò di rivelargli il desiderio che avrebbe scelto... << Avrei chiesto di tornare ad una notte passata, una notte che mi ha rubato l'alito di vita e la fiamma della gioia, che ha oscurato per sempre il mio sguardo annebbiandolo e ingabbiandolo in prigioni di fumo e lacrime.. Avrei chiesto di tornare indietro per recuperare, in quella notte, una cosa che ho perso e che mi appartiene, e che mi manca...  La mia anima!>>.
Lui capì e quasi ebbe pietà della ragazza. Lei non avrebbe mai avuto indietro quello che le era stato strappato via a forza... E non l'avrebbe avuto nessun'altro.. era semplicemente persa per sempre!
Lei andà via in fretta... << E' tardi, devo andare... >>
postato da: dipcadeave alle ore 13:52 | link | commenti (1)
categorie: e vissero felici e contenti
mercoledì, 11 gennaio 2006

ll mio nascondermi
per non svelare
Il mio svelare per
proteggere

postato da: dipcadeave alle ore 14:29 | link | commenti
categorie: graffio

marea

lei si nascondo dietro un sorriso
e uno sguardo che sfugge..
i graffi non sono visibili a occhio
nudo, lei protegge le ferite e non le mostra.
non è orgogliosa dei suoi angoli  e puntoni,
di come reagisce alla vita che troppo spesso
grugnisce e le ringhia addosso e a volte sa
mordere.. e lei morde di conseguenza.
lei nuota mentre la marea cresce..
lei balla mentre la musica incendia...
lei gioca mentre iln castello è invaso
da luccicanti fantasmi!
postato da: dipcadeave alle ore 13:44 | link | commenti (1)
categorie: graffio