Sorrisi di cielo in campo scuro
Il mio pensiero non trova meta
di città in città
vivo fantasmi di altre notti,
di passati incerti e incerti i passi.
Colmo il pianto di visioni
e di visioni sopravvivo,
mi cibo,
mi sazio.
E intanto il sorriso cede
il passo al giorno...
E' un'alba prepotente,
è luce!
Suono distrattamente una musica sospesa.
E' l'attesa di qualcosa che non tarda
a prender presa.
E' l'attesa di affanni e passi incerti.
E' l'attesa di inadeguati sguardi e
collirio per occhi rossi.
Canto distrattamente una melodia sorda.
Stonando e ricomincando e quindi ancora
riprovando.
Temo la paura, quel brivido freddo
che fa sudare.
Temo la paura, quando la voce trema e la
corsa si arresta.
Un sospiro profondo prima di riprendere
il canto..
Ieri sera.. io c'ero...
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Neil Young Teatro degli Arcimboldi di Milano..
... respira ...
-Old man take a look at my life
I'm a lot like you
I need someone to love me
the whole day through
Ah, one look in my eyes
and you can tell that's true. -
Il mio pensiero..
Ciao mondo. Cerchi, oggi, affannosamente di comunicare con me? Non farlo!
Nella tana del bianconiglio ho trovato una pozione magica, l'ho bevuta, e adesso ascolto i ridicoli giri di parole dei miei interlocutori e comprendo la povertà assoluta del loro nullo-pensiero. Non è inutile il loro dibattersi affannoso?
Una giornata nonsens, oggi ci sono, ma non comprendo.. E se comprendo, dimentico... Ma forse è un bene!
E' supercalifragilistichespiralidoso
anche se ti sembra che abbia un suono spaventoso
se lo dici forte avrai un successo strepitoso
supercalifragilistichespiralidoso
Oggi ci ha fatto visita il nuovo capo.. Un omino gracile e magrolino, nervosissimo e bianco come un cadavere... Impeccabilmente vestito, eccellente taglio del vestito, cravatta rosa, nodo largo, capello semi lungo, leggermente ondulato, sul biondo brizzolato..
Mi bastava questo per capire il tipo, ma... ha voluto esagerare.. E allora,..
Questo il discorso che ci ha fatto...
Io vengo dalla gavetta..
Io lavoro duro.
Io non accetto sconfitte.
Io non voglio NO come risposta:
Io mi sono fatto da solo.
Io non ho puara delle sfide.
Io sono un vincente.
Oggi si lavora su noi stessi (un massaggio sarebbe gradito a dirla tutta..).
S’impara, si cresce, si apprezza... noi non siamo semplici colleghi (l'uomo è un animale portato alla positività... qualche speranza). Noi non siamo un semplice "gruppo" (poche speranze)... noi.. noi siamo una famiglia (positività fino a prova contraria........ nessuna speranza).
E in una famiglia ci si aiuta, ci si da sempre una mano... ci si apprezza e ci si consiglia..
Naturalmente i genitori, che nella nostra particolare famiglia, sono i CAPI, sono severi ma giusti. Pronti a premiare e valorizzare, pronti a investire nel futuro e nella crescita professionale dei propri figli, ma anche pronti, ahimè (ha proprio detto AHIME' .. davvero!!) a punire....
La nostra punizione non può certo essere fisica (.. e meno male) quindi dobbiamo toccare la molla che spinge il mondo: il denaro (che povertà d'animo).. dobbiamo colpire la carriera, dobbiamo colpire l'orgoglio (.. forse era meglio la punizione fisica!).
Io vi farò da padre in questo cammino aziendale (.. vi prego.. trattenetemi.. sto per commettere il classico omicidio familiare), potrete guardare me come guida ed esempio (che magnanimità), ed io guarderò voi per capirvi e apprezzarvi..
Ma, cari AMICI, non vi chiamo "figli" perché sarebbe ridicolo (un raggio di sole??) oggi lavoriamo su noi stessi.. Cresciamo. Come? (e qui il genio si dimostra nella sua grandezza) Con questi incontri, brevi ma intensi, in cui ogni mattina vi ricorderò chi siamo, dove andiamo, qual è la nostra mission...
Grazie, e buon lavoro...
Bhe... perchè replicare?
Sono sempre stata una giocatrice kamikaze, ironica e masochista.
Dichiaro il gioco prima di cominciare, denuncio le mie carte e le mie mancanze lasciando agli altri la scelta di bluffare, la scelta di giocare, la scelta di lasciare il tavolo, la scelta di vincere affondando... E molti sono quelli che scappano..
Stranamente questo mio dichiarare, impaurisce, destabilizza, graffia e ferisce.
E sia, dunque, scappa via!
Sono una giocatrice al contrario, infedele alle regole del gioco. Asaggio e accetto il mio essere straniera, le annunciate sconfitte dei miei vaneggianti pensieri.
Sono sempre stata una giocatrice sincera.
Non amo vincere in altro modo.
La parola è forse l'unica verità, una volta detta crea legami, una volta detta apre le porte.. La scelta è tua, giocatore distratto che mi siedi di fronte, e adesso ti vedo che abbassi lo sguardo, ti vedo imbarazzato che ti guardi attorno.
Una manciata di sabbia fra le mie dita, ecco ciò che sei, e io apro la mia mano per vederti scivolar via..
E sia dunque, scappa via!!
E sia dunque, torna sabbia nel deserto cui ti ho destinato!!
Ma tu non fuggi, tu decidi di giocare..
una gommosa alla frutta
con il caffè
e la notte sfuma in
inquieta,
inquinata,
inconsistente mattina..
Agitata strada
trafficata,
assente
riesco a percorrerti senza
disturbare il pensiero.
Che vaga..
sciolto
scivola sulla gommosa alla frutta
nel caffè bollente!
e si che non mi piace..
Quando quella mattina lei aprì gli occhi una brezza sottile di profumo indefinito stava leggermente muovendo le lenzuola cullate sul suo corpo.
La mente libera da pesi, occhi accesi appena su una penombra carezzevole un silenzio rotto da sbriciolati rumori di fondo... L'atmosfera tradiva lentezza, tradiva infinitesimi attimi di attesa, ma nessun ritardo in parole che stordivano lunghe assenze.
Lei si mosse appena, accenno una reazione mentre la mente si dibatteva ancora in una dolcissima ragnatela di pensieri, sogni e risveglio, si mosse piano, lenta, delicata, sottile per non increspare il pallido e fragile sentire. Il pavimento sotto i suoi piedi era freddo e lei si svegliò, sentì esattamente il passaggio netto e quasi brusco dal sonno alla veglia, come quando tiri via un cerotto e non lo fai con calma ma di colpo e di sorpresa..
Eppure quel risveglio non sembrò dispiacerle..
Era tardi, ma il normale avvicendarsi degli umani e reali avvenimenti non la toccavano minimamente. Era altrove anche se presente, da tanto, troppo tempo non era stata tanto presente in se stessa e in ciò che la circondava come quella mattina di seta e avorio, d'acciaio e fuoco. E contò gli istanti che aveva perso di se stessa, negando se stessa, barattando se stessa... e le parvero troppi, e le sembrò di aver pagato per i suoi errori, di aver riconosciuto, vissuto, e scontato tutti i suoi sbagli e si sentì di perdonarsi...
Dire "ieri", per me, oggi ha un non so chè di eroico...
come quando si compie qualche gesto particolarmente forte, o coraggioso, o nobile ma il valore, il peso di quel gesto non lo si riesce a misurare, a vedere, nel momento in cui si compie ma solo a posteriori..
E quindi guardando indietro, quel "ieri" assume oggi un valore che va al di là di una semplice visione da osservatore disattento.
E improvvisa, inattesa,
fortuita, l'allegria.
Da sola, perché volle, é venuta. [...]
Così dono a sorpresa,
che non posso credere che sia per me.
Mi guardo intorno, cerco.
Di chi sarà? [...]
Ma non importa, ormai.
Sta con me, mi trascina.
Mi sradica dal dubbio.
Sorride, possibile.
Salinas